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Ansia da separazione post quarantena

Ansia da separazione: come prevenirla dopo la quarantena!

Questo periodo che ci vede limitare la nostra libertà personale è fonte di stress per noi, ma anche per i nostri amici a 4 zampe.

I cani sono animali abitudinari e il cambio repentino della loro routine può creare delle problematiche relazionali. In queste settimane molti di noi sono stati costretti a rimanere forzatamente a casa e i nostri equilibri e i loro, si sono adattati a questa nuova realtà.

La nostra presenza per fido é diventata una costante ma quando le maglie delle restrizioni cominceranno ad allentasi, la nostra assenza da casa potrebbe diventare un bel problema.

Andrea Conventi, Presidente ed educatore della nostra associazione risponde ad un po’ di domande e che ci sono pervenute in queste settimane.

Come vivrà fido il nostro rientro al lavoro per la fine della quarantena?

“Queste settimane di costrizione casalinga ci hanno sicuramente “scombussolato”, e questo è vero anche per i nostri amici a quattro zampe. La routine è cambiata modificandone abitudini e attività. Basti pensare che fino a un paio di mesi fa ognuno di noi si recava al lavoro, aveva una vita sociale… e il nostro amico era abituato a stare da solo per diverse ore al giorno.

All’improvviso il suo compagno umano comincia ad essere incredibilmente presente 24 ore su 24. Per fido è come una lunga vacanza con la quale godere appieno della compagnia del proprio umano.

Ora che stiamo per riottenere parte della nostra normalità torneremo a trascorrere più tempo fuori casa senza i nostri amici a 4 zampe e uno dei pensieri più ricorrenti delle persone che in questo momento vivono questo intenso legame con il proprio cane è la preoccupazione di ritrovarsi cani incapaci di stare da soli”.

Il mio cane sarà in grado di rimanere di nuovo da solo?

Ansia da separazione nel cane: come prevenirla dopo la quarantena

Ansia da separazione: come prevenirla dopo la quarantena

“Tutto dipende da noi e da come gestiremo questo momento di transizione. 

Sicuramente questa nuova situazione potrebbe essere fonte di malessere per il nostro cane e potremmo trovarci davanti un cane che comincia a manifestare segni di stress o cominciare a soffrire di ansia da separazione.

Visto che abbiamo ancora qualche settimana per trascorrere del tempo con fido, il nostro punto di forza sarà quello riabituare il cane alla separazione nel modo più graduale possibile.

E’ giusto sapere che cani che hanno già sofferto di queste insicurezze o paure sono cani più sensibili ad una ricaduta.

Appena usciamo di casa il cane potrebbe cominciare ad abbaiare insistentemente, ad ululare. Non sarà un abbaio che si fermerà dopo pochi minuti ma potrebbe andare avanti per ore. Oppure potrebbe cominciare a sporcare in casa. 

Potrebbe anche cominciare ad assumere comportamenti stereotipati, ripetitivi o innaturali come girare su sé stesso, mordersi la coda, grattare le porte, fare danni in casa…

Ecco perché, come fanno gli sportivi, dobbiamo giocare d’anticipo e occupare queste settimane per creare una nuova normalità per il nostro cane.

Sostanzialmente deve imparare di nuovo a stare da solo”.

Come posso prevenire la sindrome da abbandono?

“Fate prendere al cane buone abitudini, perché il cane non deve vivere la nostra assenza come un abbandono. 

Il cane è un animale abitudinario, ama la sua routine. Da questa trae sicurezza e stabilità, si sente rassicurato. Quindi se sappiamo di dover tornare al lavoro e doverlo lasciare a casa per qualche ora da solo, cominciamo con il riabituarlo a quella quotidianità di qualche mese fa.

Ristabiliamo la giornata come se dovessimo recarci al lavoro, il ritmo delle passeggiate. Ripristiniamo gli orari delle passeggiate come se dovessimo andare al lavoro e rispettiamo l’orario dei pasti come in una giornata lavorativa.

Riabituiamolo alla solitudine domestica a volte uscendo senza di loro, per una passeggiata, o per fare la spesa, oppure spostiamoci in un’altra stanza, ignoriamolo se ci osserva.

Al nostro rientro non assaliamolo di feste e coccole. Questa nostra eccitazione nel rivederlo comunica al cane ansia, infatti Fido penserà che se abbiamo tanta necessità di salutarlo, nella sua testolina passerà il messaggio che la solitudine è uno stato di ansia. Perciò, appena rincasiamo, togliamoci il giubbotto, appoggiamo la borsa, andiamo in bagno e laviamoci le mani o in cucina e beviamo un bicchiere d’acqua…poi ci giriamo verso fido, lo chiamiamo a noi e con voce calma lo salutiamo e lo coccoliamo. Ai suoi occhi il tempo passato da solo sarà visto come del tempo tranquillo, sereno, normale.

Un altro stratagemma per non farlo sentire solo (almeno nei primi giorni) potrebbe essere quello di lasciargli accesa la tv, oppure esistono i cosiddetti rumori bianchi o delle musiche con elementi naturali che tendono a rilassarlo durante la nostra assenza”.

Ansia da separazione: come prevenirla dopo la quarantena

Ansia da separazione: come prevenirla dopo la quarantena

Se io non ci sono, con chi giocherà?  

“Il gioco è un momento piacevole di condivisione con il nostro cane, che in questo periodo di quarantena, spesso senza neppure rendercene conto è stato davvero parecchio.

Se da una parte interagire con il cane ci rende felici e ci aiuta ad occupare parte del nostro tempo libero, non dobbiamo scordare che prima o poi tutto questo tempo non sarà più a nostra disposizione (almeno così speriamo!).  Sarà opportuno, pertanto, non esagerare,  ma aiutare fido a trovare degli spazi dedicati all’inattività, vissuti con serenità.

Tornare alla quotidianità che abbiamo lasciato, anche se avverrà gradualmente, vuol dire dedicare al nostro cane meno tempo ma che sia di qualità, cercando delle attività che siano appaganti e soddisfacenti per lui senza diventare eccessive e continuate.

Dovrà essere un tempo adeguato, ma che permetta al cane  di avere del tempo per sé, durante il quale poter rilassarsi, riposarsi e, perché no, trovare dei giochi da fare da solo”.

 

Per ulteriori approfondimenti vi consigliamo anche la lettura dell’articolo “Abituare il cane a vivere serenamente i momenti di solitudine” scritto dalla dott.ssa Elena Bellaio, Medico Veterinario Comportamentalista.

amici a 4 zampe e lockdown

Pets e Covid-19: come è stato affrontare insieme il lockdown

Ciao ragazzi!

In attesa di poterci vedere di persona, abbiamo pensato di fare una riflessione su come l’amico a 4 zampe abbia aiutato ad affrontare questo periodo di lockdown.

Lasciamo quindi la parola…. o meglio la tastiera alla dottoressa Fiorenza Marchiol, Psicologa Psicoterapeuta.

La reazione delle persone al lockdown e al Covid-19

I mesi appena passati e il periodo che stiamo vivendo hanno rappresentato e rappresentano per tutti una situazione di forte stress; il covid-19, e quanto questo ha portato con sé, è un evento nuovo ed inaspettato che è letteralmente piombato nelle nostre vite: le persone sono state costrette a fare i conti con la paura per la propria salute e per quella dei propri cari, come con la preoccupazione per la propria condizione lavorativa o di studio.

Molti di noi avranno avvertito un sentimento di solitudine, dovuto alla lontananza fisica dalle persone care e all’impossibilità di vivere le relazioni come siamo sempre stati abituati a fare. Davanti a tutto ciò, la capacità di trovare nuove soluzioni e nuove routine è un elemento indispensabile per favorire l’adattamento alla situazione; allo stesso modo, diventa importante identificare delle personali strategie che aiutino a gestire lo stress ed eventuali sentimenti negativi.

Covid-19 e il ruolo dell’animale domestico nel lockdown

Dati questi presupposti, l’animale domestico riveste un ruolo importantissimo: vari studi, difatti, dimostrano come la presenza di un animale sia in grado di apportare benefici sia alla salute fisica che emotiva, riducendo il livello di stress e il sentimento di solitudine, migliorando la qualità della vita.

Affrontare lockdown con un amico a 4 zampe

Affrontare il lockdown con un amico a 4 zampe

Avere un animale domestico incoraggia ad avere, o mantenere, delle routine e motiva lo svolgimento di una regolare attività fisica; è in grado di distrarre dai pensieri negativi, fornisce un senso di sicurezza personale dando un significato alla propria vita e aiutando a mantenere un’immagine positiva di se stessi. Inoltre, possedere un animale domestico favorisce le relazioni sociali seppur, in questo momento storico, questo specifico beneficio appare per alcuni versi limitato.  

Testimonianze di lockdown

Sulla base di queste evidenze, abbiamo provato a chiedere ad alcune persone che si sono trovate a fronteggiare il lockdown accompagnate da un peloso, se ed in che modo la sua presenza ha apportato dei benefici.  

Tra giochi, coccole e leggerezza

Teresa (nome di fantasia) commenta:

“Prendermi cura del mio gatto Nerone durante questa strana e nuova esperienza di quarantena, mi ha aiutata ad affrontare tutte le emozioni contrastanti che quotidianamente si accavallavano dentro di me.

Il suo affetto e le sue coccole mi hanno fatta sentire meno sola in questo momento di isolamento e distanziamento sociale forzato. La sua voglia di giocare, di mordicchiare, di inseguire buffamente cose che solo lui riesce a vedere, per poi distendersi a pancia all’aria “stremato” dalla corsa, mi ha strappato più di qualche sorriso in questo momento di preoccupazione.

Stare con lui ha permesso di distrarmi, calmarmi, trovare un po’ di leggerezza e rasserenarmi grazie proprio a quell’affetto unico e indescrivibile che solo gli animali sono in grado di donare!”. 

Due gatti per non poltrire sul divano

Manuela racconta:

“Questo periodo di quarantena non sarebbe stato lo stesso senza i miei due pelosini. Ho due gatti neri, un maschio lento e un pochino fuori forma e una femmina energica e scatenata, che hanno riempito e scandito le mie giornate.

La mattina sono loro a darmi il “buongiorno” facendomi alzare dal letto per sfamarli e non restare a poltrire troppo a lungo.

La sera, puntuali come un orologio svizzero, richiamano l’attenzione per farsi riempire la ciotola.

Durante il giorno girano per casa, giocano fra di loro, ricercano un contatto anche solo per una carezza veloce e tutto questo ha fatto in modo che non perdessi troppo la salute mentale, che forse non avrei avuto in un tempo di reclusione forzata.

Accudirli, sfamarli e guardarli giocare mi ha aiutato a far passare le ore della giornata meglio di tanti film o serie tv.”. 

Riscoprire il piacere di ascoltare il respiro del proprio cane sul divano

Serena: “Trascorrere la quarantena con la mia cagnolina è stata un’esperienza che mi ha portata a pensare spesso: come avrei fatto senza di lei? Perché una quarantena con in casa un amico peloso vuol dire non lasciarsi troppo andare alla noia e all’immobilismo, perché devi pensare ai suoi ritmi e alle sue necessità.

Vuol dire improvvisare giochi da fare in appartamento per stimolare la sua attenzione, pensare ad un modo nuovo per rispondere ai suoi bisogni, passare molto più tempo con lui/lei e accorgersi di quanto ti mancherà questa nuova simbiosi.

Perché stare sul divano a guardare un film o a leggere vuol dire essere un tutt’uno con lei molto più di prima e ti accorgi di quanto sia bellissimo ascoltare in sottofondo il suo respiro. Ti accorgi di quanto ti preoccupi per lei, di quanto ti stia a cuore che non soffra troppo per la reclusione forzata, per la mancanza delle passeggiate e di tutte quelle persone che prima incontrava regolarmente.

Questa quarantena mi ha fatto pensare a quanto lei mi faccia stare bene, ma in particolare a quanto lei e molti altri animali domestici hanno perso, chi momentaneamente, chi per sempre”.

Riflessioni di chi un peloso non ce l’ha avuto: come sarebbe potuto essere

Sara (nome di fantasia) un animale da compagnia in questo periodo non lo ha avuto, nonostante ne abbia sentito fortemente la mancanza: “Un cane è sempre contento e ti trasmette la sua gioia. Ti riempie di affetto incondizionato e non ti fa sentire mai solo. Ti distrae e il tempo passa più veloce!”.

Allo stesso modo, anche Cristina commenta: “Sarebbe già bello di per sé, ma averlo avuto in questa quarantena sarebbe stato bellissimo. Un serbatoio di affetto. Divano, tv e cagnolino sopra”.

E voi, come avete passato il lockdown insieme al vostro animale? Se vi va, raccontatecelo!

 

Fonti

Brooks, H., Rushton, K., Lovell, K., McNaughton, R., & Rogers, A. (2019). ‘He’s my mate you see’: a critical discourse analysis of the therapeutic role of companion animals in the social networks of people with a diagnosis of severe mental illness. Medical humanities, 45(3), 326-334.

Powell, L., Edwards, K. M., McGreevy, P., Bauman, A., Podberscek, A., Neilly, B., … & Stamatakis, E. (2019). Companion dog acquisition and mental well-being: a community-based three-arm controlled study. BMC public health, 19(1), 1428.

https://www.independent.co.uk/life-style/coronavirus-pets-lockdown-emotional-mental-support-wellbeing-a9435651.html