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Lison di Portogruaro (VE)

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Lun-Sab: 17.30pm su APPUNTAMENTO

FRIENDLYPETS ASD

FRIENDLYPETS ASD è un’associazione riconosciuta dal Coni ed affiliata alla Federazione Italiana Sport Cinofili (FISC) e Centro Sportivo Educativo Nazionale (CSEN).

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olfatto cane

Olfatto: se ti annuso ti capisco!

Perché l’olfatto è un senso importante? Che differenza c’è tra olfatto umano e canino? Andrea Conventi, Presidente ed educatore del nostro Centro Cinofilo, prendendo spunto da un articolo pubblicato dall’Università degli Studi di Napoli, fa una “riflessione a voce alta” sulla comunicazione non verbale e sulla differenza di percezione degli odori tra uomo e cane.

L’olfatto umano e la percezione delle emozioni

L’essere umano è un animale, e come tale, ha mantenuto nel tempo alcune connotazioni archetipiche che lo spingono a comportarsi, a seconda della situazione che vive, in determinati modi.

Una di queste caratteristiche è la comunicazione, attraverso l’odore della pelle, di alcune emozioni come ad esempio felicità,  paura, tensione, tristezza…

Questa chimica degli odori è responsabile della percezione olfattiva inconscia delle emozioni, infatti queste sostanze rilasciate attraverso il sudore segnalano stato d’animo stiamo provando.

Riflettiamoci un attimo. Si  potrebbe  affermare che all’olfatto umano, almeno consapevolmente, questa forma di  comunicazione emotiva sia impercettibile, non lo è  invece per il nostro cane.

La percezione dell’olfatto canino

L’olfatto del cane comprende esattamente il nostro stato emozionale in essere e, cosa interessante, è che questa comprensione lo porti ad attuare  una risposta comportamentale conseguente.

Quando iniziamo un percorso educativo, avere questa consapevolezza è importante.

Se in determinate situazioni proviamo ansia, paura, insicurezza… dobbiamo ricordare che trasmetteremo gli stessi stati emozionali al nostro amico peloso.

L’olfatto per il cane è comunicazione

Lui ascolta noi attraverso il nostro sudore e noi possiamo ascoltare lui  attraverso il linguaggio verbale (tipo di abbaio, ringhio…)  o osservandone il linguaggio metaverbale (la gestualità del corpo, tremore, tensione…), cercando di comprendere appieno come trasmettere sicurezza e rilassatezza.

Ecco perché è fondamentale fare squadra con il nostro cane!

antiparassitari quali scegliere?

Antiparassitari: quali scegliere?

Oggi abbiamo chiesto al nostro Dottor Tommaso Maronese, Medico Veterinario, di aiutarci a comprendere meglio quali sono i parassiti che possono attaccare i nostri amici a 4 zampe e con quali antiparassitari difenderli.

Doc, a te la parola!

È scoppiata la primavera e ora, con l’allentamento delle restrizioni imposte per contrastare la diffusione del nuovo Coronavirus, possiamo uscire liberamente assieme ai nostri amici a quattro zampe.

È però importante proteggere il nostro cane adeguatamente contro i parassiti, sia che escano o rimangano nel nostro giardino.

Esistono in commercio tantissimi prodotti pensati per la protezione del cane dall’attacco da parte di parassiti esterni (ectoparassiti) e interni (endoparassiti).

Come scegliere tra tutte le possibilità quella che fa al caso del nostro cane?

Innanzitutto potete chiedere consiglio al vostro Medico Veterinario, che conosce meglio di tutti il vostro pet e in base alle sue caratteristiche saprà indicarvi al meglio l’antiparassitario più adatto.

Ma facciamo un po’ di chiarezza in questa moltitudine di opportunità.

Per prima cosa dobbiamo precisare contro cosa dobbiamo proteggere il nostro cane.

Oltre alle ben conosciute pulci e zecche, dobbiamo evitare che venga punto da tutti quegli insetti volanti che pungo l’animale tra cui zanzare, flebotomi e mosche, i quali possono trasmettere malattie quali Filaria e Leishmania. 

Ma quali opzioni ci sono in commercio?

Soluzioni Spot on

Con questo termine si indica un prodotto attivo solo contro i parassiti esterni che possono colpire i nostri amici animali, come ad esempio le pulci, le zecche e gli insetti volanti.

Si tratta di gocce contenute in fialette o pipette da applicare sulla pelle del nostro cane.

Anche se alcuni possono venire assorbiti in diversa quota, i principi attivi di un antiparassitario spot-on solitamente non entrano in circolo nel sangue, ma rimangono sulla cute e i parassiti muoiono venendo a contatto con quest’ultima.

Solitamente le soluzioni cutanee si legano e distribuiscono attraverso la parte sebacea della cute, quindi è importante applicare la soluzione distante dal lavaggio dell’animale (soprattutto se effettuato con detergenti che vanno a togliere la parte lipidica cutanea) e aspettare la scadenza dell’effetto prima di lavare l’animale nuovamente.

Collare

I collari hanno una durata maggiore rispetto alle soluzioni spot-on.

La loro innovazione è quella di contenere l’antiparassitario all’interno della loro struttura e liberarlo gradualmente nel corso della durata del collare mantenendo la concentrazione del prodotto presente su cane costante.

Solitamente sono idrorepellenti e sicuri da usare ma bisogna prestare attenzione che i bambini e i gatti non li mastichino o lecchino.

Da controllare sempre contro quali parassiti agiscono e la durata della protezione contro ogni parassita, perché può variare tra una specie e l’altra.

Compresse

Gli antiparassitari di nuova generazione comprendono le pastiglie per via orale.

Una volta ingeriti e assorbiti a livello gastrointestinale vengono distribuiti attraverso il circolo sanguigno alla cute. Eliminano in maniera efficacie i parassiti esterni al momento del pasto di sangue ma non hanno un effetto repellente.

Hanno una durata variabile dalle 4 settimane ai 3 mesi e non necessitano un’attenzione nel momento del lavaggio del cane e del contatto con bambini e altri animali presenti in casa.

Filaria e Leishmania

Proteggere il nostro cane dai parassiti esterni, come le zanzare e i flebotomi, non esclude la profilassi di malattie come la Filaria e la Leishmania!

A questo riguardo vorrei precisare l’importanza della profilassi contro la dirofilariosi canina.

Definita volgarmente filaria è endemica nelle nostre zone ed è possibile contrastare con le pastiglie mensili oppure con la profilassi annuale mediante iniezione.

La prima opzione prevede la somministrazione ogni 30 giorni di una pastiglia o un bocconcino al proprio cane al fine di eliminare dal circolo le eventuali micro-filarie che sono state trasmesse dalla puntuta di zanzara nel mese precedente alla somministrazione.

La seconda opzione prevede invece l’inoculazione da parte del vostro veterinario di un prodotto che prevede l’eliminazione di tutte le micro-filarie per una durata annuale. 

Il vostro veterinario saprà consigliarvi al meglio nella scelta più adeguata al vostro cane e a voi proprietari.

Raccomandazioni

Attenzione a non mettere mai un prodotto antiparassitario formulato per il cane ad un gatto!

Questi animali non tollerano questi principi attivi e possono andare incontro a gravi reazioni neurologiche che possono avere anche esito nefasto!

Itinerario Rizzios - Grea

“Traversata del Cadore”: itinerario a 6 zampe

Dopo questi mesi di reclusione forzata, la voglia di ricominciare è tanta.

Qualcuno dice che non sarà più come prima, altri sostengono il contrario, ma quello che accomuna tutti noi è la voglia di ritrovare la libertà.

La strada è ancora lunga e probabilmente non così semplice come può sembrare, ma un passo alla volta ce la faremo e anche se le restrizioni ci sono ancora, possiamo già cominciare a pensare a qualche uscita fuori porta nel weekend.

Per il momento dobbiamo limitare gli spostamenti all’interno della propria regione, ma chi ha la fortuna di abitare in Veneto e Friuli avrà l’imbarazzo della scelta tra mare, montagna, collina e pianura.

Negli scorsi articoli abbiamo parlato di come affrontare i problemi legati alla quarantena (l’ansia da separazione) oggi invece vorremmo iniziare a dare un esempio di gita da poter fare (sempre in sicurezza) per passare una giornata spensierata con la famiglia e con il proprio amico a quattro zampe.

Gita in montagna: istruzioni per l’uso

Traversata del Cadore a 6 zampe

Traversata del Cadore a 6 zampe

Andare in montagna con il cane, vuol dire prima di tutto conoscere le capacità del proprio amico. Come per noi umani, anche i pelosi non sono tutti uguali e spesso, a parità di razza non sono in grado di affrontare gli stessi percorsi e le stesse difficoltà.

Non tutti hanno le abilità, e le competenze per affrontare un determinato percorso. È qui che entriamo in gioco noi: come per i nostri figli, dobbiamo assumerci la loro responsabilità.

Ci sono molte cautele che dovremmo adottare per permettere di vivere una bella esperienza insieme, che risulti appagante per entrambi.

Prima di affrontare una gita, dovunque essa sia, occorre educare il proprio cane al richiamo, lasciargli la giusta libertà di movimento, saper quindi gestire il guinzaglio, concedergli fiducia, ma anche insegnargli a stare al passo all’occorrenza.

Quando si passeggia in montagna, bisogna considerare che si possono incontrare altre famiglie con cani, spesso lungo sentieri non troppo ampi. I profumi e gli stimoli saranno molti e dovremmo essere in grado di contenere, nel caso, l’istinto del nostro cane di inseguire gli animali selvatici che potrebbero incrociare il nostro cammino.

Cosa mettere nello zaino

Quando si parte per una gita in montagna è fondamentale avere un’abbondante scorta d’acqua. Non dobbiamo basarci solo sui nostri ricordi, se il posto lo abbiamo già visitato, perché le cose possono cambiano con il tempo. Potremmo non trovare sufficiente acqua nel torrente in cui pensavamo di andare o la cascata dove volevamo sostare potrebbe non esserci più.

Ricordiamoci quindi anche della ciotola.

Mettiamo nello zaino qualche bocconcino o biscotto utile sia per premiare il comportamento del nostro amico, sia da somministrare durante la sosta che noi umani avremo bisogno di fare. Sarà un bel momento conviviale.

Gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo, per questo motivo è bene avere con se un piccolo kit di pronto soccorso e un asciugamano, che potrà servire sia per creare ombra dove non c’è, sia da stendere a terra al bisogno.

Non dimentichiamoci di portare il libretto sanitario e la museruola. Se ci capiterà di dover entrare in un rifugio o in una struttura turistica è sempre meglio essere preparati e dimostrare di essere in regola con le vaccinazioni e agli occhi della legge.

Itinerario tra Calalzo e Domegge di Cadore

Come primo percorso ho deciso di proporvi la zona del Cadore e più precisamente la traversata da Rizziòs a Grea tra Calalzo e Domegge di Cadore, in provincia di Belluno.

Mappa della Traversata del Cadore

Mappa della Traversata del Cadore

È un percorso ad anello, dal lieve dislivello , della durata di circa un’ora e mezza che attraversa un piccolo centro abitato molto caratteristico e prosegue per una strada sterrata nel bosco che torna al punto di partenza.

Suggerimento: lungo il percorso non c’è acqua, ma in paese troverete una grande fontana.

Rizziòs

Veduta di Rizzios

Veduta di Rizzios

Da Calalzo di Cadore si raggiunge in auto l’antico centro abitato di Rizziòs, un borgo di vecchie case di sassi e legna dal tipico stile cadorino, in cui abitano una trentina di persone più qualche foresto in cerca di tranquillità.

Si ipotizza che il nome del borgo derivi dal latino Riviciolus (piccolo rivo) dallo stesso ruscello, affluente del torrente Molinà, che divide la cascata di case e fienili in Vilagranda e Villapiccola.

Rizziòs è famosa anche per aver ospitato la prima occhialeria di Calalzo. Sulla casa a tre piani del fondatore (Angelo Frescura), ora disabitata, è appesa una targa commemorativa.

Poco più in basso si può ammirare la chiesetta di Sant’Anna, al cui interno sono conservate diverse tele preziose risalenti al Seicento, che ritraggono personaggi famosi della storia locale.

Grea

Vista dal sentiero di Grea

Vista dal sentiero di Grea

Il sentiero prosegue fino ad un bivio: se si scende si arriva al Ponte della Molinà, e poi giù fino al Lago di Centro Cadore, ma noi svoltiamo a sinistra per raggiungere il minuscolo paese di Grea, frazione di Domegge di Cadore.

Il paese nasce in cima ad un colle su cui svetta la chiesetta gotica di San Leonardo, custode di un dipinto del 1400. Il silenzio e la tranquillità la fanno da padrona e la posizione permette di godere di un panorama davvero suggestivo.

Panorama dalla chiesa di San Leonardo a Grea

Panorama dalla chiesa di San Leonardo a Grea

Seguendo per un tratto le indicazioni per il Rifugio Baion, imbocchiamo una piccola strada tra le case e ci addentriamo nel magnifico bosco di larici e faggi secolari, alti oltre 30 metri.

Ai nostri amici a quattro zampe piacerà sicuramente molto fiutare questi sentieri pieni di profumi e sapori insoliti.

Riprendendo la macchina potrete proseguire verso Pieve di Cadore, paese famoso per aver dato i natali al celebre pittore Tiziano Vecellio… ma di questo parleremo un’altra volta!

Ciao for now!

Articolo scritto da Giulia autrice del blog “I Viaggi di Giugliver“.

 

 

 

Ansia da separazione post quarantena

Ansia da separazione: come prevenirla dopo la quarantena!

Questo periodo che ci vede limitare la nostra libertà personale è fonte di stress per noi, ma anche per i nostri amici a 4 zampe.

I cani sono animali abitudinari e il cambio repentino della loro routine può creare delle problematiche relazionali. In queste settimane molti di noi sono stati costretti a rimanere forzatamente a casa e i nostri equilibri e i loro, si sono adattati a questa nuova realtà.

La nostra presenza per fido é diventata una costante ma quando le maglie delle restrizioni cominceranno ad allentasi, la nostra assenza da casa potrebbe diventare un bel problema.

Andrea Conventi, Presidente ed educatore della nostra associazione risponde ad un po’ di domande e che ci sono pervenute in queste settimane.

Come vivrà fido il nostro rientro al lavoro per la fine della quarantena?

“Queste settimane di costrizione casalinga ci hanno sicuramente “scombussolato”, e questo è vero anche per i nostri amici a quattro zampe. La routine è cambiata modificandone abitudini e attività. Basti pensare che fino a un paio di mesi fa ognuno di noi si recava al lavoro, aveva una vita sociale… e il nostro amico era abituato a stare da solo per diverse ore al giorno.

All’improvviso il suo compagno umano comincia ad essere incredibilmente presente 24 ore su 24. Per fido è come una lunga vacanza con la quale godere appieno della compagnia del proprio umano.

Ora che stiamo per riottenere parte della nostra normalità torneremo a trascorrere più tempo fuori casa senza i nostri amici a 4 zampe e uno dei pensieri più ricorrenti delle persone che in questo momento vivono questo intenso legame con il proprio cane è la preoccupazione di ritrovarsi cani incapaci di stare da soli”.

Il mio cane sarà in grado di rimanere di nuovo da solo?

Ansia da separazione nel cane: come prevenirla dopo la quarantena

Ansia da separazione: come prevenirla dopo la quarantena

“Tutto dipende da noi e da come gestiremo questo momento di transizione. 

Sicuramente questa nuova situazione potrebbe essere fonte di malessere per il nostro cane e potremmo trovarci davanti un cane che comincia a manifestare segni di stress o cominciare a soffrire di ansia da separazione.

Visto che abbiamo ancora qualche settimana per trascorrere del tempo con fido, il nostro punto di forza sarà quello riabituare il cane alla separazione nel modo più graduale possibile.

E’ giusto sapere che cani che hanno già sofferto di queste insicurezze o paure sono cani più sensibili ad una ricaduta.

Appena usciamo di casa il cane potrebbe cominciare ad abbaiare insistentemente, ad ululare. Non sarà un abbaio che si fermerà dopo pochi minuti ma potrebbe andare avanti per ore. Oppure potrebbe cominciare a sporcare in casa. 

Potrebbe anche cominciare ad assumere comportamenti stereotipati, ripetitivi o innaturali come girare su sé stesso, mordersi la coda, grattare le porte, fare danni in casa…

Ecco perché, come fanno gli sportivi, dobbiamo giocare d’anticipo e occupare queste settimane per creare una nuova normalità per il nostro cane.

Sostanzialmente deve imparare di nuovo a stare da solo”.

Come posso prevenire la sindrome da abbandono?

“Fate prendere al cane buone abitudini, perché il cane non deve vivere la nostra assenza come un abbandono. 

Il cane è un animale abitudinario, ama la sua routine. Da questa trae sicurezza e stabilità, si sente rassicurato. Quindi se sappiamo di dover tornare al lavoro e doverlo lasciare a casa per qualche ora da solo, cominciamo con il riabituarlo a quella quotidianità di qualche mese fa.

Ristabiliamo la giornata come se dovessimo recarci al lavoro, il ritmo delle passeggiate. Ripristiniamo gli orari delle passeggiate come se dovessimo andare al lavoro e rispettiamo l’orario dei pasti come in una giornata lavorativa.

Riabituiamolo alla solitudine domestica a volte uscendo senza di loro, per una passeggiata, o per fare la spesa, oppure spostiamoci in un’altra stanza, ignoriamolo se ci osserva.

Al nostro rientro non assaliamolo di feste e coccole. Questa nostra eccitazione nel rivederlo comunica al cane ansia, infatti Fido penserà che se abbiamo tanta necessità di salutarlo, nella sua testolina passerà il messaggio che la solitudine è uno stato di ansia. Perciò, appena rincasiamo, togliamoci il giubbotto, appoggiamo la borsa, andiamo in bagno e laviamoci le mani o in cucina e beviamo un bicchiere d’acqua…poi ci giriamo verso fido, lo chiamiamo a noi e con voce calma lo salutiamo e lo coccoliamo. Ai suoi occhi il tempo passato da solo sarà visto come del tempo tranquillo, sereno, normale.

Un altro stratagemma per non farlo sentire solo (almeno nei primi giorni) potrebbe essere quello di lasciargli accesa la tv, oppure esistono i cosiddetti rumori bianchi o delle musiche con elementi naturali che tendono a rilassarlo durante la nostra assenza”.

Ansia da separazione: come prevenirla dopo la quarantena

Ansia da separazione: come prevenirla dopo la quarantena

Se io non ci sono, con chi giocherà?  

“Il gioco è un momento piacevole di condivisione con il nostro cane, che in questo periodo di quarantena, spesso senza neppure rendercene conto è stato davvero parecchio.

Se da una parte interagire con il cane ci rende felici e ci aiuta ad occupare parte del nostro tempo libero, non dobbiamo scordare che prima o poi tutto questo tempo non sarà più a nostra disposizione (almeno così speriamo!).  Sarà opportuno, pertanto, non esagerare,  ma aiutare fido a trovare degli spazi dedicati all’inattività, vissuti con serenità.

Tornare alla quotidianità che abbiamo lasciato, anche se avverrà gradualmente, vuol dire dedicare al nostro cane meno tempo ma che sia di qualità, cercando delle attività che siano appaganti e soddisfacenti per lui senza diventare eccessive e continuate.

Dovrà essere un tempo adeguato, ma che permetta al cane  di avere del tempo per sé, durante il quale poter rilassarsi, riposarsi e, perché no, trovare dei giochi da fare da solo”.

 

Per ulteriori approfondimenti vi consigliamo anche la lettura dell’articolo “Abituare il cane a vivere serenamente i momenti di solitudine” scritto dalla dott.ssa Elena Bellaio, Medico Veterinario Comportamentalista.

Riapertura delle attività dell’Associazione

Cari Soci, Tesserati e Istruttori,

come tutti sapete nella nostra Regione e non solo, permane uno stato di emergenza connesso alla diffusione del virus Covid-19.

Tuttavia il progressivo rallentamento dei contagi ha recentemente permesso l’emanazione di alcuni provvedimenti che consentono lo svolgimento di attività sportiva e motoria (Ordinanza n.46 della Regione Veneto del 4 Maggio 2020).

Alla luce di tale ordinanza e alle linee guida date da CSEN, il Consiglio Direttivo ha deliberato la

RIAPERTURA DELLE ATTIVITA‘ da LUNEDì 11 MAGGIO 2020

La riapertura è subordinata al RIGOROSO rispetto delle disposizioni di protocollo contenute nel comunicato ufficiale che vi riportiamo qui sotto e che vi preghiamo di leggere attentamente.

Comunicato ufficiale Friendlypets asd

amici a 4 zampe e lockdown

Pets e Covid-19: come è stato affrontare insieme il lockdown

Ciao ragazzi!

In attesa di poterci vedere di persona, abbiamo pensato di fare una riflessione su come l’amico a 4 zampe abbia aiutato ad affrontare questo periodo di lockdown.

Lasciamo quindi la parola…. o meglio la tastiera alla dottoressa Fiorenza Marchiol, Psicologa Psicoterapeuta.

La reazione delle persone al lockdown e al Covid-19

I mesi appena passati e il periodo che stiamo vivendo hanno rappresentato e rappresentano per tutti una situazione di forte stress; il covid-19, e quanto questo ha portato con sé, è un evento nuovo ed inaspettato che è letteralmente piombato nelle nostre vite: le persone sono state costrette a fare i conti con la paura per la propria salute e per quella dei propri cari, come con la preoccupazione per la propria condizione lavorativa o di studio.

Molti di noi avranno avvertito un sentimento di solitudine, dovuto alla lontananza fisica dalle persone care e all’impossibilità di vivere le relazioni come siamo sempre stati abituati a fare. Davanti a tutto ciò, la capacità di trovare nuove soluzioni e nuove routine è un elemento indispensabile per favorire l’adattamento alla situazione; allo stesso modo, diventa importante identificare delle personali strategie che aiutino a gestire lo stress ed eventuali sentimenti negativi.

Covid-19 e il ruolo dell’animale domestico nel lockdown

Dati questi presupposti, l’animale domestico riveste un ruolo importantissimo: vari studi, difatti, dimostrano come la presenza di un animale sia in grado di apportare benefici sia alla salute fisica che emotiva, riducendo il livello di stress e il sentimento di solitudine, migliorando la qualità della vita.

Affrontare lockdown con un amico a 4 zampe

Affrontare il lockdown con un amico a 4 zampe

Avere un animale domestico incoraggia ad avere, o mantenere, delle routine e motiva lo svolgimento di una regolare attività fisica; è in grado di distrarre dai pensieri negativi, fornisce un senso di sicurezza personale dando un significato alla propria vita e aiutando a mantenere un’immagine positiva di se stessi. Inoltre, possedere un animale domestico favorisce le relazioni sociali seppur, in questo momento storico, questo specifico beneficio appare per alcuni versi limitato.  

Testimonianze di lockdown

Sulla base di queste evidenze, abbiamo provato a chiedere ad alcune persone che si sono trovate a fronteggiare il lockdown accompagnate da un peloso, se ed in che modo la sua presenza ha apportato dei benefici.  

Tra giochi, coccole e leggerezza

Teresa (nome di fantasia) commenta:

“Prendermi cura del mio gatto Nerone durante questa strana e nuova esperienza di quarantena, mi ha aiutata ad affrontare tutte le emozioni contrastanti che quotidianamente si accavallavano dentro di me.

Il suo affetto e le sue coccole mi hanno fatta sentire meno sola in questo momento di isolamento e distanziamento sociale forzato. La sua voglia di giocare, di mordicchiare, di inseguire buffamente cose che solo lui riesce a vedere, per poi distendersi a pancia all’aria “stremato” dalla corsa, mi ha strappato più di qualche sorriso in questo momento di preoccupazione.

Stare con lui ha permesso di distrarmi, calmarmi, trovare un po’ di leggerezza e rasserenarmi grazie proprio a quell’affetto unico e indescrivibile che solo gli animali sono in grado di donare!”. 

Due gatti per non poltrire sul divano

Manuela racconta:

“Questo periodo di quarantena non sarebbe stato lo stesso senza i miei due pelosini. Ho due gatti neri, un maschio lento e un pochino fuori forma e una femmina energica e scatenata, che hanno riempito e scandito le mie giornate.

La mattina sono loro a darmi il “buongiorno” facendomi alzare dal letto per sfamarli e non restare a poltrire troppo a lungo.

La sera, puntuali come un orologio svizzero, richiamano l’attenzione per farsi riempire la ciotola.

Durante il giorno girano per casa, giocano fra di loro, ricercano un contatto anche solo per una carezza veloce e tutto questo ha fatto in modo che non perdessi troppo la salute mentale, che forse non avrei avuto in un tempo di reclusione forzata.

Accudirli, sfamarli e guardarli giocare mi ha aiutato a far passare le ore della giornata meglio di tanti film o serie tv.”. 

Riscoprire il piacere di ascoltare il respiro del proprio cane sul divano

Serena: “Trascorrere la quarantena con la mia cagnolina è stata un’esperienza che mi ha portata a pensare spesso: come avrei fatto senza di lei? Perché una quarantena con in casa un amico peloso vuol dire non lasciarsi troppo andare alla noia e all’immobilismo, perché devi pensare ai suoi ritmi e alle sue necessità.

Vuol dire improvvisare giochi da fare in appartamento per stimolare la sua attenzione, pensare ad un modo nuovo per rispondere ai suoi bisogni, passare molto più tempo con lui/lei e accorgersi di quanto ti mancherà questa nuova simbiosi.

Perché stare sul divano a guardare un film o a leggere vuol dire essere un tutt’uno con lei molto più di prima e ti accorgi di quanto sia bellissimo ascoltare in sottofondo il suo respiro. Ti accorgi di quanto ti preoccupi per lei, di quanto ti stia a cuore che non soffra troppo per la reclusione forzata, per la mancanza delle passeggiate e di tutte quelle persone che prima incontrava regolarmente.

Questa quarantena mi ha fatto pensare a quanto lei mi faccia stare bene, ma in particolare a quanto lei e molti altri animali domestici hanno perso, chi momentaneamente, chi per sempre”.

Riflessioni di chi un peloso non ce l’ha avuto: come sarebbe potuto essere

Sara (nome di fantasia) un animale da compagnia in questo periodo non lo ha avuto, nonostante ne abbia sentito fortemente la mancanza: “Un cane è sempre contento e ti trasmette la sua gioia. Ti riempie di affetto incondizionato e non ti fa sentire mai solo. Ti distrae e il tempo passa più veloce!”.

Allo stesso modo, anche Cristina commenta: “Sarebbe già bello di per sé, ma averlo avuto in questa quarantena sarebbe stato bellissimo. Un serbatoio di affetto. Divano, tv e cagnolino sopra”.

E voi, come avete passato il lockdown insieme al vostro animale? Se vi va, raccontatecelo!

 

Fonti

Brooks, H., Rushton, K., Lovell, K., McNaughton, R., & Rogers, A. (2019). ‘He’s my mate you see’: a critical discourse analysis of the therapeutic role of companion animals in the social networks of people with a diagnosis of severe mental illness. Medical humanities, 45(3), 326-334.

Powell, L., Edwards, K. M., McGreevy, P., Bauman, A., Podberscek, A., Neilly, B., … & Stamatakis, E. (2019). Companion dog acquisition and mental well-being: a community-based three-arm controlled study. BMC public health, 19(1), 1428.

https://www.independent.co.uk/life-style/coronavirus-pets-lockdown-emotional-mental-support-wellbeing-a9435651.html

 

educare il cane

Cosa spinge un proprietario ad educare un cane?

Le motivazioni che spingono un proprietario ad educare il proprio cane sono fondamentalmente due:

  • capire meglio questo animale che vive a stretto contatto con noi
  •  il nuovo ruolo sociale del cane che sempre più condivide strettamente e in modo intimo la vita con il proprio proprietario.

La condivisione di spazi pubblici e momenti sociali in situazioni sempre più riferibili ad un contesto urbano fanno nascere l’esigenza di un cane che si conformi a questo nuovo ruolo senza perdere la personalità della specie e che venga etologicamente rispettato.

Quali strumenti scegliere per educare

Nei percorsi collettivi l’obiettivo che si vuole perseguire è quello di una vita in comune piacevole e serena, che consolida le competenze apprese negli incontri individuali generalizzandole a contesti più complessi e simili alla vita di tutti i giorni.

È consuetudine  e all’ordine del giorno condividere momenti e spazi con altri cani e persone e i corsi collettivi forniscono la preziosa opportunità di confrontarsi con altri proprietari condividendo esperienze e consigli.

Lezioni collettive al campo di Lison

Lezioni collettive al campo di Lison

A chi si rivolgono le lezioni di gruppo?

Le lezioni di gruppo sono rivolte a tutti i  tipi di cani di tutte le taglie ed età, che abbiano la necessità  di ampliare le loro competenze tra la gente e in presenza di altri cani.

Qual è lo scopo delle lezioni collettive?

Le lezioni hanno lo scopo di desensibilizzatone i comportamenti errati attraverso lavori che puntino alla motivazione e alla cooperazione del cane e del proprietario;  attraverso l’esposizione continua, queste attività piano piano portano alla diminuzione della sollecitudine indesiderata nei confronti di determinati stimoli.

Attività gratificanti per cane e proprietari portano ad avere grandi soddisfazioni nonché a rafforzare ulteriormente il legame con il cane e i cui benefici si vedranno nella vita quotidiana e tra la gente.

stress nello sport

LO STRESS NELLO SPORT

Perché parlare di stress sportivo in un centro cinofilo?

Ogni attività fisica o mentale che mette a confronto le capacità di un individuo spesso produce stress.

Lo sport non è esente da questo fenomeno. Certamente a livello agonistico, ma  non ne è escluso neppure l’ambito amatoriale.

Lo stato di ansia nasce quando l’atleta crede di non essere in possesso delle capacità per rispondere  in modo adeguato ad una richiesta percepita come troppo sfidante: dalla performance durante una gara al conseguimento di un obiettivo personale. Lo stress  che se ne genera potrebbe provocare uno stato emotivo negativo che provoca ansia da prestazione. Che minaccerebbe l’efficacia della prestazione.

La sindrome ansiosa si manifesta in modo soggettivo con sintomatologia che può variare da soggetto a soggetto: l’innalzamento naturale dei battiti cardiaci, l’aumento della sudorazione, la sensazione di pesantezza allo stomaco, la respirazione superficiale e periferica molto veloce, il corpo incurvato in avanti, gli arti pesanti e un generale stato di allerta. Nei momenti più intensi può anche provocare vomito e pianto….

È impensabile  per un atleta pensare o sperare di non essere sottoposto ad alcuno stress, soprattutto se punta ad obiettivi ambiziosi. E’ vero anche che se un atleta non percepisse alcun tipo di stress, non si impegnerebbe allo stesso modo. E il raggiungimento degli obiettivi  non sarebbe altrettanto gratificante.

Ecco perché lo stress spesso può diventare un alleato e a modo suo influire positivamente sulla prestazione. L’ansia  ben gestita può diventare uno sprone alla vittoria.

Lo stress nello sport - quando e come diventa un alleato

Lo stress nello sport – quando e come diventa un alleato. Incontro informativo gratuito organizzato a Settembre 2019 dal Centro Cinofilo Friendlypets con la partecipazioni delle principali società sportive del Portogruarese.