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SPORT CINOFILI

L'AGILITY DOG

L’artista Cinofilo: regole, forme e fantasia

Nasce in Inghilterra  alla fine degli  anni ’70  e prevede lo svolgimento di un  percorso ad ostacoli e zone,  che può variare da un minimo 15 attrezzi o ostacoli ad un massimo 22, secondo una sequenza d’ordine stabilita,  nel minor tempo possibile e possibilmente  evitando penalità. Secondo il regolamento della FCI (La Federazione cinologica internazionale) è una disciplina aperta a tutti i cani che favorisce il suo felice inserimento nella società.

Una decina d’anni dopo, questa disciplina si diffonde anche in Italia non con poco interesse, tanto che  l’ENCI (l’Ente Nazionale Cinofilia Italiana) abbozza la prima stesura del regolamento per poi adeguarsi a quello internazionale della FCI.

Nell’Agility sono contemplati quattro livelli o  brevetti: debuttanti, agility 1, agility 2 e agility 3.  Altro criterio di suddivisione è determinato dall’altezza al garrese ): small (inferiore ai 35 cm), medium (tra i 35 e i 43 cm) e large (oltre i 43 cm).

Il percorso ad ostacoli che si affronta è lungo dai 100 ai 200 metri ed il suo tracciato è strutturato, in base al brevetto di appartenenza,  da un giudice che stabilisce anche il tempo base (denominato TPS, tempo per il percorso standard) e il tempo massimo (TMP, solitamente il doppio del TPS).

Non si è soli: si è una SQUADRA

Il cane è accompagnato da un conduttore che lo guiderà attraverso l’uso della voce e  il movimento delle braccia, qui entra in gioco una buona sinergia di squadra dove gli equilibri non sono dati per scontati, infatti basta un errore di comunicazione ( sia essa verbale  o paraverbale -gestuale, posturale, emotiva…) per indurre  il cane  a sbagliare, incorrere in una penalità e ahimè perdere la gara. Proprio come in altri sport di squadra, aiuta molto conoscere bene il proprio compagno a quattro zampe intuire i suoi ritmi e conoscere i suoi punti di forza.

Ecco perchè possiamo affermare che in Agility l’unione fa la forza e, che,   il risultato di una gara è la conseguenza di una fusione data dall’abilità del conduttore e dalla performance canina.

Fare  Agility dog fa bene al tuo cane, scopriamo il perchè

L’Agility è una disciplina sportiva ma è  prima di tutto un gioco divertente da fare in compagnia. E’ il compimento di una grande storia di amicizia dove regna sovrana l’intesa. È  un’attività pertanto  terapeutica perché permette di trascorre tempo di qualità con il proprio cane, Inoltre è un’attività che aiuta  il nostro amico a quattro zampe nell’equilibrio psico-fisico: un allenamento regolare permette al cane di mantenere  da un lato un’ottimale forma fisica e dall’altro garantire al nostro cane il proprio benessere psicologico. Come se non bastasse, e non poco importante per il nostro cane,  l’abitudine a rispondere correttamente e tempestivamente a comandi e istruzioni impartite dal  conduttore gli permette  di acquisire un’ottima educazione e stabilire ottimi rapporti interspecifici e intraspecifici.

Ecco perchè possiamo concludere che l’Agility è una delle discipline cinofilo-sportive che vedono uomo e cane impegnati e coinvolti sia dal punto fisico che da quello emotivo. L’Agility è un misto di velocità, precisione e comunicazione: neanche il cane più allenato ed esperto di Agility otterrà risultati se chi lo conduce non riesce a trasmettergli con tempestività e chiarezza i messaggi che lo portino a concludere il percorso.

REGOLAMENTO DI AGILITY DELLA FEDERAZIONE CINOLOGICA INTERNAZIONALE

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LA RALLY OBEDIENCE

Uno sport tutto da vivere 

Quando nel 2000 Charles “Bud” Kramer  negli States ideò la Rally Obedience non immaginava certo che questa disciplina sarebbe, dopo pochi anni, approdata in Italia e  la sua diffusione esplosiva. Una disciplina che si contraddistingue ponendo l’accento non solamente sulla perfezione dell’esecuzione come accade per l’Obedience, ma  soprattutto  sulla comunicazione e sul divertimento del proprietario, del cane e del pubblico ( come per il rugby non è inusuale ritrovarsi con un terzo tempo di condivisione e divertimento fra i team).  Accattivante è la versatilità di questa attività motivo principe della sua prepotente  ed esponenziale  crescita.  In Italia il primo a diffonderla è stato Carlo Marzoli.

La Rally‐O è uno sport in cui il cane e il conduttore completano un percorso strutturato da un giudice. Durante tutto il percorso cane e conduttore devono dimostrare collaborazione e affiatamento, il conduttore può elogiare e premiare (dove indicato nelle stazioni del percorso) il cane. Questo è un aspetto da non sottovalutare, per la crescita e il consolidamento della relazione e l’aumento di autostima e sicurezza che si trasmette al cane, considerando che il  tempo trascorso insieme deve essere  SEMPRE positivo.

63 cartelli con esercizi differenti (dal comando seduto, al fronte,  alla serpentina (tipo slalom), al salta l’ostacolo e torna ecc. ecc.)  stazioni distribuite per vari gradi di difficoltà. Un percorso che cane e conduttore (BINOMIO) devono sostenere insieme. Nelle performance agonistiche tutti i binomi sono uguali, non ci sono discriminazioni di razza  e per questo hanno diritto al medesimo punteggio di partenza.  Avendo la  possibilità di utilizzare rinforzi sociali e premietti, l’attività, difficilmente trasmette pressione agonistica favorisce, invece, complicità, affiatamento  e coesione tale  da intendersi con uno sguardo.

La RALLY-O è  una disciplina a tutto tondo!  Infatti è un grande strumento didattico  nei corsi di educazione e  uno strumento  propedeutico  ad  instaurare forme di interazione sociale e relazionale. Non ha limitazioni. E’ adatta a cuccioli  dai 6 mesi in su e per conduttori di qualsiasi età. Per i cuccioli e i cuccioloni  è spesso adopera con i  cani iperattivi  è una grande risorsa per stimolare e ottenere da parte loro l’autocontrollo,  infine per i cani anziani  è ottima perché non fisicamente invasiva.

E’ adatta anche a  ragazzi con disabilità per accrescere coordinazione fisica e autostima.

Un percorso di Rally Obedience è composto da 10-20 cartelli, indicanti gli esercizi da compiere col proprio cane (molti dei quali  si riconoscono  attraverso un corso di educazione  base e obbedienza avanzata: condotte, svolte, posizioni, resta, richiami, secondo il livello in cui si partecipa. 
Durante un’esibizione agonistica   è assolutamente consentito parlare, elogiare e  premiare il cane, ciascun concorrente parte con un punteggio “massimo” (solitamente 200 punti) che dovrà tentare di salvaguardare non commettendo errori durante lo svolgimento del percorso. 
Anche se siamo in ambito competitivo l’ambiente  è estremamente sereno e distensivo proprio perchè a far da padrona è una filosofia  ludico inclusiva che  mira al coinvolgimento di qualunque cane e qualunque  conduttore, infatti CSEN prevede anche  categorie  riservate ai bambini, agli anziani, ai cuccioli, ai cani con problematiche fisiche e ai portatori di handicap.

 

Il giudice dice al conduttore di iniziare, e il cane e il conduttore procedono con un’andatura normale attraverso un percorso di stazioni stabilite (da 10‐20, a seconda del livello). Ognuna di queste stazioni ha un cartello che fornisce le istruzioni relative all’esercizio che deve essere eseguito. Il binomio si muove continuamente ad un ritmo vivace ma normale con il cane sotto controllo sul lato sinistro del conduttore. E’ richiesta la collaborazione tra il binomio sia durante gli esercizi numerati che nel percorso tra un cartello e l’altro; anche se non è richiesta una condotta da Obedience.

Dopo il segnale d’inizio del giudice, il binomio è autonomo nel completare correttamente l'intera sequenza dei cartelli numerati. I conduttori sono autorizzati a parlare, lodare, incoraggiare il cane durante tutto il percorso. Il conduttore deve muoversi in modo naturale ed entrambe le braccia devono muoversi in modo naturale (non è consentito mantenere una mano ferma come target). In qualsiasi momento durante l'esecuzione, gli strattoni al guinzaglio, i comandi forti o aspri, i segnali intimidatori, il contatto con il cane  o eventuali correzioni fisiche saranno penalizzati.

Allegato Regolamento Rally Obedience CSEN 2018

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L'OBEDIENCE

La Fisica della Cinofilia

Siamo negli anni ’50 dello scorso secolo quanto negli States nasce l’Obedience, che intorno agli anni ’60 sbarca nel nord del vecchio Continente.

In italia il suo debutto avverrà negli anni ’90 ma solo nel 2002 l’ENCI lo riconoscerà come sport. La bellezza di questa disciplina sportiva della precisione e della perfezione.

Solo la passione può sostenere la meticolosità di questa disciplina ma nulla sarebbe possibile se nel binomio non ci fosse simultaneità d’intesa nel binomio e sinergia perfetta che permetta l’esecuzione di esercizi nonostante le notevoli distanze.

Lo scopo di questa disciplina esaltare le capacità  di apprendimento, controllo e cooperatività del cane proprio grazie al livello tecnico richiesto.

Regolamento Obedience ENCI

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MANTRAILING

Oggi ci metto il naso! 

Una disciplina davvero affascinante e coinvolgente che trova spesso  attuazione nella ricerca di persone scomparse, se applicata alla cinofilia forense oppure sportiva,   attraverso l’uso di cani appositamente preparati a seguire un input olfattivo  di una persona avendone individuato l’impronta olfattiva.

I cani seguono il residuo cellulare lasciato dalla persona durante il suo passaggio nell’area di ricerca.

Ovvio che la maggior parte delle persone approccia a questa disciplina con scopo ludico sportivo ma soprattutto perchè migliorativo della  relazione nel binomio: nel senso che questa attività olfattiva da una parte rende più sicuro il cane, aiutandolo ad essere disinvolto in ambientazioni nuove e sconosciute dall’altro aiuta il proprietario ad acquisire consapevolezza sulle capacità di autonomia del cane e questo lo porta a fidarsi maggiormente di lui.

Diversi studi dimostrano l’utilità di questa disciplina nel recupero di fobie e paure nonchè nella repressione dell’aggressività in alcuni soggetti.

La sua bellezza è che non  vi sono limiti di età o motivazione perchè un cane non la possa praticare.

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