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Lutto del proprio animale: come affrontarlo

Sono sempre più numerose le famiglie che accolgono nella loro casa un animale domestico, di qualunque tipo, non solo a quattro zampe.

L’amore incondizionato che gli animali sanno donare supera di gran lunga quello che sappiamo dare noi esseri umani.

Gli animali domestici ci permettono di attingere a una varietà di emozioni che spesso neghiamo ad altri esseri umani: empatia, accettazione, accoglienza, tolleranza, tenerezza e cura.

Non possiamo poi trascurare il ruolo fondamentale che ricoprono negli interventi assistiti rivolti a persone con disabilità o alla forza motivazionale che rappresentano per molti anziani soli. 

Perdere un pet è come perdere un familiare

Data l’intensità del coinvolgimento profuso nell’accudimento del proprio animale domestico, risulta facilmente intuibile quanta sofferenza si provi al momento in cui si debba dirgli addio, indipendentemente da quanto tempo l’animale abbia trascorso con noi.

Sono sempre più numerose le persone che provano un’immensa tristezza mista a vera e propria disperazione quando  il loro animale d’affezione li lascia, la loro reazione è molto simile a quella che proverebbero se perdessero un familiare.

Molte di queste persone vivono in modo conflittuale questi sentimenti come se fossero legittimi solo se provati dai bambini o se sentiti nei confronti di una persona.

Nonostante questa resistenza ai sentimenti provati, le persone continuano a stare male e sentono che “è proprio come se avessero perso una persona cara”, ma non ne capiscono il perché. 

Allora perché facciamo ancora così tanta fatica a permetterci di piangere e di essere in lutto per la perdita di un animale che abbiamo amato come membro della famiglia e che ci ha amato incondizionatamente? 

Che cos’è il lutto?

Per trovare risposta dobbiamo partire dalla definizione di lutto, che è “quello stato psicologico conseguente alla perdita di un oggetto significativo che ha fatto parte integrante dell’esistenza.

Si caratterizza per la presenza di uno stato di sofferenza intima spesso imponente , che fa seguito al decesso del congiunto”. 

Il lutto inoltre è una sofferenza condivisa con qualcun altro e se non c’è una comunità non ci può essere lutto.

Grief e lutto: le differenze

Per grief si intende invece la sofferenza provata, senza che sia necessariamente condivisa e riconosciuta.

Esistono infatti i cosiddetti disenfranchised grief (K. Doka, ) “i lutti delegittimati” ossia quei lutti per i quali non è legittimo, non si è autorizzati a provare dolore, tra i quali troviamo il pet grief.

Cerchiamo dunque di capire quando le persone sviluppano un pet grief.

Le persone possono sviluppare tre modelli di relazione con il proprio pet: umanistica, nella quale avviene una parificazione con l’uomo;  protezionistica, caratterizzata da subalternità e tutela;  dominante, caratterizzata da dominazione e uso.

Il lutto si sviluppa quando sono state sviluppate le prime due relazioni, cioè laddove l’animale è vissuto come membro della famiglia e la relazione di attaccamento è come quella instaurata con le persone (I. Testoni, 2019).  

La teoria dell’attaccamento

Secondo la teoria dell’attaccamento (Bowlby) gli esseri umani sono evoluti come esseri sociali la cui lunga dipendenza dai caregiver li predispone a legami di attaccamento profondamente radicati non solo nell’infanzia ma anche successivamente lungo il corso della vita.

Forme basilari di attaccamento sono osservabili anche in altre specie, soprattutto nei mammiferi, in particolare negli altri primati.

Il sistema comportamentale dell’attaccamento risponde a due funzioni fondamentali :

  1. essere un rifugio sicuro qualora si verifichino situazioni minacciose;
  2. essere una base sicura per esplorare il mondo .

La rottura dell’attaccamento a causa della perdita di una relazione in grado di accrescere sicurezza, produce stress da separazione (separation distress) che scatena i sintomi caratteristici del lutto. 

Da queste considerazioni possiamo allora comprendere perché perdere il nostro pet ci crea tanta sofferenza e tanto dolore.  

L’opinione altrui influenza il nostro dolore

Da un lato l’uomo ha sviluppato una relazione di attaccamento anche con gli animali, vivendoli a tutti gli effetti come un membro della famiglia.

Dall’altro sono ancora molto diffusi gli stereotipi secondo i quali chi crea legami molto stretti con i propri animali è una persona strana e problematica, oppure che un forte attaccamento è sintomatico. 

E’ un dato di fatto che il lutto per una persona è accolto e compreso da tutti coloro che ci circondano, intimi o meno che siano, mentre un lutto provato per un animale non sarà compreso e consolato da tutti.  

Spesso l’incomprensione e la ridicolizzazione manifestate dagli altri o la paura del loro giudizio ci portano a bloccare l’espressione del nostro dolore. Ci sentiamo ridicoli, infantili, inadeguati.

Risulta allora facilmente comprensibile perché alcuni lutti da pet siano complicati:

sono dolori che non possono essere espressi, non trovano parola, non possono essere gridati e condivisi; quel dolore soffocato crea una ferita difficilmente rimarginabile senza un aiuto esterno.

In particolare nei casi di eutanasia, relazione problematica con il veterinario o perdita improvvisa aumenta la probabilità di sviluppare un lutto non risolto, situazione che può essere affrontata con l’aiuto dell’esperto. 

Infine dobbiamo considerare che gli effetti della morte di un animale coinvolgono anche i professionisti che se ne sono presi cura: veterinari, infermieri veterinari, educatori cinofili, dog-sitter, operatori coinvolti negli interventi assistiti con gli animali (IAA) o nella terapia con gli animali (TAA), i quali sono a tutti gli effetti definiti second victim.

Legittimare il lutto attraverso il rispetto

Per concludere è necessario che sempre più persone trovino il coraggio e la forza di esprimere e vivere liberamente il dolore per la morte del proprio pet, senza vergognarsi e senza preoccuparsi delle opinioni altrui.

L’unico modo che abbiamo per iniziare a legittimare questo lutto è rispettandolo: se inizieremo a riconoscerlo, a tollerarlo e a esprimerlo, riusciremo allora a riconoscere davvero il ruolo fondamentale e unico che gli animali domestici rivestono per bambini, adulti, anziani.

Ricordandoci di tutto quello che hanno fatto per noi non ci saranno dubbi sul fatto che piangere e provare dolore per la loro perdita sia il giusto modo per ricordarli e onorarli.

Mirone Sara
Psicologa-Psicoterapeuta sistemico-relazionale
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Centro Cinofilo FriendlyPets A.S.D.

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